
In ogni bambino di oggi, povero, ricco, fortunato, sfortunato, amato o abbandonato, ingenuo o malizioso, si nasconde pur sempre il vero, eterno bambino che sta come un sole nella vita di ogni uomo, e che, anche nelle condizioni più disagiate e difficili, vuole sprigionare i suoi raggi consolatori.
E tutti questi veri bambini solari, più o meno nascosti, hanno una gran fame e sete di immagini creative, di ritmi consolidanti, di musicalità e di un atteggiamento artistico da parte dei loro educatori. Hanno bisogno di stupirsi, di ammirare, di anelare. Vogliono patire e sorridere subito dopo, vogliono ridere e immedesimarsi, vogliono imparare a respirare liberamente e in modo sano, non solo con i loro polmoni, ma anche con il loro solare sentire, che si volge al grande mondo per poterlo conoscere ammirando, per poterne essere ammirati conoscendolo.
Non vogliono invece essere ingabbiati nelle celle dei rigidi concetti, nel rumore assordante dei pensieri morti, nella rete di cemento dell'intellettualità adulta. Devono crescere, i veri bambini, devono ancora essere morbidi e plastici, devono poter esprimere la creatività del volere, per diventare in futuro una generazione migliore di quanto non sia la nostra di adulti.
Per questo Rudolf Steiner, nel fondare la sua pedagogia che oggi è messa in pratica da numerosissime scuole aperte in tutto il mondo, incita gli educatori ad insegnare tramite l'arte, che è immagine, movimento, respiro, ritmo, che è gioia e calore, che fa di tutto l'effimero, un simbolo.
Carla Greco
Rappresentante Equipe Didattica